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INDICE
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SENZA INFAMIA E SENZA LODE Smaltito il
polemico addio di Cagni, si punta a costruire un Piacenza nuovo, senza
ambizioni particolari di classifica e ricco di giovani. Partono molti senatori (Guardalben, Fattori,
Miceli, più tardi Mangone e Cristante), ma la campagna acquisti presenta
l’arrivo di ottimi elementi come il mediano Luisi, l’ala Masiello e il
giovane bomber Simone Pepe, proveniente dal Palermo. Alla guida di una
squadra secondo tutti più completa di quella di Cagni viene chiamato Giuseppe
Iachini, allenatore giovane con esperienze a Cesena e Vicenza. Nonostante una
rosa di buon livello, però, i biancorossi non riescono a dare un’impronta al
proprio campionato: il gioco è brillante solo all’inizio, diversi giocatori
(in particolare il brasiliano Jeda) rendono meno del previsto e a gennaio si
verifica un’autentica rivoluzione in organico, col gradito ritorno, tra gli
altri, di Carmine Gautieri. Su tutto poi pesa una conduzione tecnica spesso
inadeguata, che porta sì il Piacenza lontano dalle zone a rischio, ma si
dimostra incapace di far fare alla squadra il salto di qualità per puntare ai
playoff. In un campionato incolore si salvano poche partite davvero
entusiasmanti (Cesena, Torino, il polemico doppio confronto col Genoa) e
pochi protagonisti, come il bomber Pepe (12 centri), capitan Beghetto e il
sorprendente Patrascu, cervello della squadra. |
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Gigi Beghetto, leader di una squadra incompiuta |
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